“Vigilanza 24 ore” è una di quelle espressioni che significa cose diverse a seconda di chi la pronuncia. Per un titolare di negozio vuol dire “voglio che qualcuno risponda anche di notte”. Per un direttore di stabilimento vuol dire “voglio una persona in portineria su tre turni”. Le due cose costano rispettivamente 60 € al mese e circa 3.000 € a settimana.
Chiarire quale delle due vi serve è il 90% del lavoro. Qui sotto trovate le quattro formule che stanno dietro all’etichetta “h24”, quanto costa ciascuna nel 2026 e come si sceglie senza pagare una copertura continua quando basta molto meno.
Le quattro formule dietro l’etichetta “24 ore”
1. Reperibilità e intervento su allarme h24
Nessuno è fisicamente in azienda. L’impianto è collegato a una centrale operativa che risponde in qualsiasi momento del giorno e della notte, e alla segnalazione manda una pattuglia a verificare. È la formula più diffusa in assoluto, e per la maggior parte delle attività è quella corretta: la copertura è continua, la presenza no.
2. Ronde su tutto l’arco notturno
Passaggi programmati a orari variabili durante le ore di chiusura, con controllo dei punti sensibili e report. Copre la fascia in cui il sito è vuoto, che è quella in cui succede quasi tutto.
3. Presidio continuativo su tre turni
Una persona fisicamente presente 24 ore su 24, con avvicendamento sui turni. È la formula che quasi tutti immaginano quando dicono “h24”, ed è anche la più costosa: richiede circa quattro o cinque operatori per coprire una settimana intera rispettando riposi e turnazioni.
4. Copertura mista
Presidio nelle fasce di attività, ronde e intervento su allarme nelle ore vuote. È la soluzione che nella pratica scelgono quasi tutte le aziende che partono chiedendo l’h24 pieno: stesso risultato, costo molto inferiore.
Quanto costa: i numeri 2026
| Formula | Costo indicativo 2026 | Copertura reale |
|---|---|---|
| Collegamento allarme a centrale operativa | 45-60 €/mese | Risposta continua, intervento su segnalazione |
| Uscita della pattuglia su allarme | 35-60 € a intervento | Verifica sul posto |
| Ronde notturne (2-3 passaggi) | da 10 € a passaggio | Ore di chiusura |
| Ronde intensive (3-4 passaggi) | da 10 € a passaggio | Ore di chiusura, siti esposti |
| Presidio non armato, a ore | da 16,00 €/h | Solo le ore acquistate |
| Presidio con guardia giurata armata, tramite istituti partner autorizzati (art. 134 TULPS) | 21-26 €/h | Solo le ore acquistate |
| Presidio continuativo su tre turni | da 2.900 €/settimana (indicativo) | 24 ore su 24, 7 giorni su 7 |
La differenza tra la prima riga e l’ultima è di due ordini di grandezza, e non c’è nessuna scorciatoia: una presenza continua richiede quattro o cinque persone, perché 24 ore per 7 giorni fanno 168 ore alla settimana e nessuno lavora 168 ore. Chi vi propone un presidio h24 a una cifra molto lontana da quest’ordine di grandezza sta descrivendo un’altra cosa.
Come si sceglie: tre domande
Che cosa deve succedere quando l’allarme suona alle 3? Se la risposta è “qualcuno deve andare a vedere”, vi serve il collegamento a centrale con intervento, non un presidio. Se è “qualcuno deve essere già lì per impedirlo”, il discorso cambia.
Qual è la fascia oraria in cui succedono davvero le cose? Nella maggior parte delle attività il rischio si concentra in poche ore, e non sono distribuite uniformemente. Comprare 24 ore per coprirne 6 critiche è il modo più rapido per esaurire il budget e chiudere il servizio dopo sei mesi.
C’è qualcuno da proteggere, oltre a qualcosa? Se il tema è la sicurezza delle persone — personale che lavora da solo di notte, situazioni di tensione con il pubblico — il presidio fisico non è sostituibile con la reperibilità. Se il tema sono beni e locali, quasi sempre lo è.
Il caso in cui l’h24 pieno serve davvero
Ci sono contesti in cui la presenza continua è l’unica risposta corretta: siti a ciclo produttivo continuo, poli logistici con movimentazione notturna, strutture con pubblico o ospiti presenti 24 ore, aree con valore molto concentrato, cantieri con materiale a piè d’opera per settimane. In questi casi la scelta non è “presidio o allarme”: è come organizzare i turni e dove posizionare le postazioni.
Il modello di riferimento è quello descritto in piantonamento fisso h24. In tutti gli altri casi, il confronto onesto tra le due impostazioni è quello di presidio fisso o ronde.
Gli errori più costosi
- Comprare la copertura continua per un rischio notturno. Se il sito è vuoto dalle 19 alle 7, il presidio diurno è denaro speso male.
- Fermarsi al collegamento senza verificare i tempi. Un allarme che arriva a una centrale ma non genera un intervento è un segnale che non serve a nulla.
- Ronde a orario fisso. Un giro sempre alle 23, all’1 e alle 3 diventa in due settimane un’informazione utile a chi vi osserva.
- Nessun report. Se il servizio non lascia traccia scritta di cosa è stato controllato, dopo tre mesi non saprete se sta funzionando.
- Non prevedere le chiusure lunghe. Agosto e le feste sono il periodo di massima esposizione e vanno definiti nel contratto, non improvvisati.
Sul fronte del costo complessivo e delle forme di pagamento, il confronto tra canone mensile e servizio a consumo è in abbonamento di vigilanza e costo mensile; per i valori orari di riferimento, la pagina è quanto costa un vigilante privato.
Un esempio di configurazione
Azienda manifatturiera dell’hinterland milanese, 60 dipendenti, un turno diurno, capannone con piazzale. La richiesta iniziale è “vigilanza 24 ore”. Dopo il sopralluogo la copertura effettiva diventa: allarme collegato a centrale, tre passaggi notturni a orari variabili, apertura e chiusura del sito con operatore, presidio dedicato nelle due settimane di agosto.
Costo ricorrente intorno ai 700 € al mese, contro i circa 2.900 € a settimana del presidio continuativo. La copertura reale nelle ore in cui l’azienda è vuota è la stessa; quella nelle ore in cui l’azienda è piena è affidata alle persone che ci lavorano, che è come dovrebbe essere.
Domande frequenti
Quanto costa la vigilanza privata 24 ore su 24?
Dipende da cosa si intende. Un presidio con presenza fisica continua su tre turni parte, come ordine di grandezza, da circa 2.900 € a settimana, perché servono quattro o cinque operatori per coprire 168 ore settimanali. Una copertura h24 basata su allarme collegato a centrale operativa più ronde notturne costa invece una frazione: un canone mensile per il collegamento, più le ronde da 10 € a passaggio.
Che differenza c’è tra presidio h24 e intervento su allarme?
Il presidio h24 prevede una persona fisicamente presente sul posto in ogni momento. L’intervento su allarme prevede che nessuno sia in sede, ma che l’impianto sia collegato a una centrale operativa attiva giorno e notte, che alla segnalazione invia una pattuglia a verificare. Il primo impedisce, il secondo reagisce: per la maggior parte delle attività il secondo è sufficiente e costa una frazione.
Quante persone servono per coprire un servizio 24 ore su 24?
Una settimana di copertura continua sono 168 ore. Rispettando turni, riposi settimanali, ferie e sostituzioni, servono tipicamente quattro o cinque operatori per una singola postazione. È il motivo per cui il costo di un presidio continuativo non si ottiene moltiplicando la tariffa oraria per 24.
In quanto tempo si attiva il servizio?
Il sopralluogo si organizza in genere entro 24/48 ore. L’attivazione richiede tipicamente 24-72 ore, sia per il collegamento dell’allarme e le ronde sia per un presidio con turni strutturati. Orari e numero di postazioni si definiscono in sede di sopralluogo.
Vi serve davvero l’h24 pieno?
Facciamo il sopralluogo e vi mostriamo due configurazioni a confronto, con i costi reali di ciascuna. Scopri la vigilanza privata in Lombardia o la pagina vigilanza privata a Milano.
A cura di Giuseppe Nesca · Reparto Commerciale, Vigil Pro Security

