Il settore della sicurezza privata in Italia vale circa 4,3 miliardi di euro con oltre 112.000 occupati e una crescita stimata intorno al 5% l’anno (Osservatorio ConFederSicurezza–Format Research, ASSIV). Eppure quando un imprenditore o un amministratore di condominio chiede «quanto mi costa al mese?», la risposta che riceve è quasi sempre una tariffa oraria. Sono due linguaggi diversi: chi compra ragiona su un canone mensile da mettere a budget, chi vende ragiona su ore. In questa guida traduciamo l’uno nell’altro: quanto costa davvero un abbonamento di vigilanza privata al mese, cosa comprende, cosa lo fa salire e quali domande fare prima di firmare. Per la logica della tariffa oraria voce per voce resta il riferimento la guida su quanto costa un vigilante privato.
Perché la vigilanza si vende a ore ma si paga al mese
La tariffa oraria è la materia prima: parte da 16,00 €/h per il servizio non armato e sale in base alla fascia (notturna e festiva hanno maggiorazioni contrattuali) e al profilo dell’operatore. Il canone mensile è quella tariffa moltiplicata per le ore effettivamente programmate, più le eventuali componenti fisse come il collegamento con la centrale operativa o la reportistica.
La conseguenza pratica è semplice: due preventivi con la stessa tariffa oraria possono avere canoni molto diversi, perché contengono un numero di ore diverso. E viceversa, un canone più basso non significa quasi mai un prezzo migliore: significa quasi sempre meno copertura. Il primo controllo da fare su un’offerta non è il prezzo finale, è il monte ore.
Quanto costa al mese: i profili tipici
Questi sono gli ordini di grandezza che usiamo come base di preventivo in Lombardia. Sono valori indicativi, da confermare in sopralluogo, ma servono a capire se il budget che si ha in mente è realistico.
| Profilo | Cosa comprende | Canone mensile indicativo |
|---|---|---|
| Villa o abitazione | Passaggi ispettivi notturni + intervento su allarme | 60 – 180 € |
| Condominio medio | Ronde serali + controllo aree comuni | 250 – 600 € |
| Negozio o punto vendita | Presenza in fascia critica, 4 h/giorno | 1.400 – 1.900 € |
| Azienda, ronde notturne | 2 passaggi/notte, 7 giorni | 450 – 850 € |
| Azienda, presidio notturno | 22:00 – 06:00, 7 giorni | 3.900 – 4.600 € |
| Reception e controllo accessi | 08:00 – 17:00, lun-ven | 3.100 – 3.700 € |
| Presidio H24 | Turnazione completa, 7 giorni | a preventivo |
Il salto tra le prime due righe e le successive non è un ricarico: è la differenza tra un servizio a passaggio, dove il costo di un’uscita si divide fra molti clienti sulla stessa zona, e un servizio a presenza, dove si paga una persona dedicata per tutte le ore in cui è lì. È il motivo per cui un impianto collegato costa decine di euro al mese e un presidio migliaia: non stanno vendendo la stessa cosa.
Cosa comprende un canone (e cosa quasi mai)
Di norma è compreso: il monte ore concordato, la turnazione e le sostituzioni gestite dalla centrale operativa, il collegamento e la gestione delle chiamate, il rapporto di servizio con orari e anomalie, il coordinamento con un referente unico, la copertura assicurativa dell’operatore in servizio.
Di norma non è compreso, o si quantifica a parte: le ore straordinarie richieste fuori programma, le festività particolari con maggiorazioni piene, le uscite di pronto intervento oltre il numero concordato, l’installazione o il noleggio di impianti, gli interventi su chiamata in siti diversi da quello contrattualizzato.
Un preventivo serio distingue queste due colonne. Se un’offerta mette tutto in un numero unico senza spiegare cosa succede quando serve un’ora in più, quella zona grigia diventerà una discussione a fine mese.
Le sei variabili che spostano il canone
La fascia oraria. È la voce che pesa di più. Il lavoro notturno e quello festivo hanno maggiorazioni previste dal CCNL Vigilanza Privata: lo stesso numero di ore spostato dalle 14 alle 2 di notte può cambiare il canone del 20-30%.
La continuità. Un servizio programmato tutto l’anno permette di costruire la turnazione e abbassa la tariffa media. Le richieste spot, con preavviso corto, costano di più perché vanno coperte con reperibilità.
Il numero di postazioni. Due varchi non costano il doppio di uno solo se sono vicini e coperti dalla stessa squadra; costano il doppio se richiedono due persone contemporaneamente. È una domanda che vale la pena fare esplicitamente.
La distanza e la densità della zona. Nel servizio a passaggi il costo dipende da quante altre uscite ci sono nella stessa area: un sito isolato nel Pavese costa più di uno in mezzo a un’area artigianale già servita.
Il profilo del servizio. Il servizio armato ha tariffe più alte, indicativamente 23-28 €/h, e si giustifica dove c’è valore concentrato e trasportabile. Per la maggior parte di uffici, condomìni, cantieri ed eventi non è la scelta necessaria.
La reportistica. Una rendicontazione digitale strutturata ha un costo, minimo ma reale. Vale la pena pagarla: è ciò che permette di verificare il servizio e di documentare le misure adottate quando serve.
Come si costruisce un canone su misura, in pratica
Il metodo che funziona è al contrario rispetto a quello abituale. Non si parte dal budget, si parte dalle finestre scoperte. Si prende la settimana tipo e si segna quando il sito è vuoto, quando c’è passaggio di esterni, quando ci sono valori esposti. Da lì escono le ore che servono davvero — quasi sempre meno di quelle che si immaginano, ma collocate in punti diversi da quelli previsti.
Un esempio concreto: un’officina che chiede «presidio notturno» dopo il sopralluogo scopre che il vero problema è il venerdì sera e il sabato, quando il capannone resta chiuso trentasei ore. Il canone passa da circa 4.000 euro al mese a poco più di 1.200, con una copertura migliore sul rischio reale. È lo stesso ragionamento sviluppato nella guida sulla vigilanza notturna per aziende.
Il percorso operativo è breve: sopralluogo di norma entro 24 ore, proposta con ore e fasce esplicitate, attivazione tipicamente in 24-72 ore. Sono tempi indicativi che dipendono dalla complessità del sito.
Quattro domande da fare prima di firmare
Quante ore ci sono dentro questo canone? È la domanda che rende confrontabili due preventivi. Senza il monte ore, il prezzo non dice nulla.
Cosa succede se serve un’ora in più? Deve esserci una tariffa oraria dichiarata per le ore extra, non una trattativa a posteriori.
Chi gestisce la sostituzione se l’operatore non è disponibile? La risposta corretta è la centrale operativa, con una turnazione già organizzata. È la differenza tra un servizio strutturato e uno improvvisato.
Cosa ricevo per iscritto dopo il servizio? Orari, punti controllati e anomalie rilevate. Serve per valutare il servizio e per documentare la diligenza adottata.
Un’ultima nota utile per il budget: per un’azienda o per un condominio il costo della vigilanza è un costo di esercizio e segue le regole ordinarie di deducibilità, mentre per un privato il discorso è diverso. Il tema è approfondito nella guida su vigilanza privata detraibile o deducibile.
Vuoi sapere quanto costerebbe il tuo canone?
Richiedi un sopralluogo gratuito dalla pagina vigilanza privata in Lombardia oppure chiama il 02 8219 7131: partiamo dalle tue finestre scoperte e ti diamo un canone con le ore scritte nero su bianco.
Domande frequenti
Quanto costa al mese un abbonamento di vigilanza privata?
Dipende dal tipo di servizio. Per un’abitazione con passaggi ispettivi e intervento su allarme si va indicativamente da 60 a 180 euro al mese, per un condominio da 250 a 600 euro, per ronde notturne aziendali da 450 a 850 euro. Un presidio con persona dedicata parte invece da alcune migliaia di euro mensili, perché si pagano tutte le ore di presenza.
Perché due preventivi con la stessa tariffa oraria hanno canoni diversi?
Perché contengono un monte ore diverso. La tariffa oraria è solo la materia prima: il canone è il risultato delle ore effettivamente programmate, delle fasce coperte e delle componenti fisse come collegamento e reportistica. Prima di confrontare due offerte bisogna confrontare le ore.
Cosa è compreso nel canone mensile?
Di norma il monte ore concordato, la turnazione e le sostituzioni gestite dalla centrale operativa, il collegamento e la gestione delle chiamate, il rapporto di servizio e la copertura assicurativa dell’operatore. Restano quantificate a parte le ore straordinarie fuori programma, le uscite oltre il numero concordato e l’eventuale noleggio di impianti.
Conviene un contratto continuativo o il servizio a chiamata?
Il contratto continuativo abbassa la tariffa oraria media perché consente di programmare la turnazione. Il servizio spot costa di più a parità di ore, ma ha senso per esigenze realmente occasionali come un evento o un cantiere di breve durata. Durata e preavviso si concordano caso per caso in fase di preventivo.
A cura di Giuseppe Nesca · Reparto Commerciale, Vigil Pro Security

