È la domanda che arriva puntuale quando il preventivo è già sul tavolo: «ma queste spese le posso scaricare?». La risposta onesta è che dipende da chi sei — privato, azienda o condominio — e soprattutto da cosa stai pagando: perché il fisco tratta in modo completamente diverso l’impianto che installi e il servizio che lo presidia. È una distinzione che vale migliaia di euro e che quasi nessuno spiega prima della firma. Qui la mettiamo in chiaro, con l’avvertenza doverosa: le aliquote e i massimali cambiano con ogni legge di bilancio, quindi prima di impostare la spesa vale sempre una verifica con il proprio commercialista.
Privati: il canone del servizio non è detraibile
Partiamo dalla parte che delude, ma che è meglio sapere subito. Per le persone fisiche il canone periodico di un servizio di vigilanza — le ronde notturne sul quartiere, il collegamento dell’allarme di casa alla centrale operativa, l’abbonamento con intervento su chiamata — non rientra fra gli oneri detraibili né nel modello 730 né nel modello Redditi. Non è una dimenticanza del legislatore: le detrazioni sull’immobile riguardano gli interventi che modificano o migliorano il bene, non i servizi ricorrenti che lo proteggono.
La conseguenza pratica è che, per un privato, il costo del servizio va valutato al lordo: quello che paghi è quello che ti costa. Il che, va detto, non lo rende meno sensato — semplicemente non ci sono sconti fiscali di mezzo, e chi in fase di vendita lascia intendere il contrario sta dicendo una cosa non vera.
Quello che invece la detrazione ce l’ha: gli impianti
Qui il quadro cambia. L’installazione di sistemi finalizzati a prevenire il rischio di atti illeciti da parte di terzi rientra fra gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, e come tale accede alla detrazione. Nel concreto significa impianti di allarme e antifurto, videosorveglianza, porte blindate, inferriate e grate, vetri antisfondamento, serrature e catenacci di sicurezza, videocitofoni, tapparelle rinforzate.
Per il 2026 l’agevolazione si muove su due aliquote: 50% per l’abitazione principale e 36% per gli altri immobili, calcolate su un massimale di spesa di 96.000 € per unità immobiliare e recuperate in dieci quote annuali di pari importo in dichiarazione. Non serve nessuna domanda preventiva: contano il pagamento con bonifico parlante, la fattura intestata a chi chiede la detrazione, la conservazione della documentazione e delle dichiarazioni di conformità, e l’indicazione delle spese in dichiarazione.
La distinzione da tenere a mente è netta e vale la pena ripeterla: compri una telecamera e la installi, hai la detrazione; paghi il canone di chi guarda quella telecamera, non ce l’hai. Nella pratica questo suggerisce anche un ordine sensato delle spese: se stai valutando entrambe le cose, l’investimento sull’impianto è quello su cui il fisco ti dà una mano.
Aziende e professionisti: qui si deduce
Il ribaltamento è completo. Per imprese e lavoratori autonomi il costo di un servizio di vigilanza sostenuto per la sede, il negozio, il magazzino, il cantiere o l’ufficio è un costo inerente all’attività: concorre alla determinazione del reddito secondo le ordinarie regole di competenza, e l’IVA sulla fattura è detraibile nella misura ordinaria del 22%.
Questo cambia radicalmente il conto reale. Un servizio da 1.000 € al mese pesa sul conto economico dell’impresa in modo molto diverso da come pesa sul portafoglio di un privato, perché riduce l’imponibile e l’IVA si recupera. È un argomento che nelle valutazioni aziendali fa spesso la differenza fra “costa troppo” e “questo ci sta”: non perché il servizio costi meno, ma perché il costo effettivo dopo le imposte è un altro numero. Per confrontare gli importi di partenza puoi vedere la guida su quanto costa un vigilante privato, ed eventualmente le formule pensate per le aziende e le realtà corporate.
Il caso condominio: due binari separati
In condominio le due regole convivono, e vanno tenute distinte. Il canone del servizio — portierato, ronde, collegamento dell’allarme delle parti comuni — è una spesa di gestione ordinaria: si ripartisce fra i condomini secondo i criteri stabiliti, ma non genera detrazione per le persone fisiche. Gli impianti installati nelle parti comuni, invece, seguono la regola dell’edilizia: la videosorveglianza dell’androne, il cancello motorizzato con sistema di sicurezza, il videocitofono condominiale accedono alla detrazione, che spetta a ciascun condomino pro quota millesimale sulla base della certificazione rilasciata dall’amministratore.
L’errore più comune, in fase di consuntivo, è mettere tutto nello stesso capitolo e poi non riuscire a certificare la parte agevolabile. La soluzione è banale ma va decisa prima: chiedere fatture separate per la fornitura e installazione degli impianti e per il servizio periodico. Se stai preparando una proposta per l’assemblea, l’argomento si incrocia con quello di chi paga la vigilanza in condominio e come si ripartisce.
Il quadro in una tabella
| Chi sostiene la spesa | Canone del servizio | Impianti di sicurezza |
|---|---|---|
| Privato, abitazione principale | non detraibile | detrazione 50%, tetto 96.000 € |
| Privato, altri immobili | non detraibile | detrazione 36%, tetto 96.000 € |
| Impresa o professionista | costo deducibile, IVA detraibile | ammortamento del bene, IVA detraibile |
| Condominio | spesa di gestione, non detraibile | detrazione pro quota millesimale |
Il quadro sopra vale come orientamento generale: la situazione concreta dipende dal regime fiscale, dalla destinazione dell’immobile e dalla natura esatta della fornitura. Aliquote e massimali vengono rivisti dalle leggi di bilancio, e non è raro che cambino da un anno all’altro: prima di impostare una spesa importante, la verifica con il commercialista non è una formalità.
Tre accorgimenti pratici che valgono soldi
Il primo: separare le fatture. Impianto da una parte, servizio dall’altra. Una fattura unica “servizio di sicurezza integrato” rende difficile isolare la quota agevolabile, e in sede di controllo l’onere della prova è di chi ha chiesto la detrazione.
Il secondo: pagare come si deve. Per gli interventi agevolati il bonifico parlante, con causale, codice fiscale del beneficiario e partita IVA del fornitore, non è un dettaglio burocratico: è la condizione per avere la detrazione. Un bonifico ordinario, in molti casi, la fa perdere.
Il terzo: ragionare sul costo netto, non su quello lordo. Per un’azienda il confronto fra due preventivi va fatto dopo l’effetto fiscale, non prima; per un privato, invece, conviene concentrare l’investimento sulla parte impiantistica, che è quella agevolata, e valutare il servizio per il valore che porta, non per uno sconto che non arriverà. Se vuoi capire cosa serve davvero al tuo immobile prima di parlare di importi, il punto di partenza è sempre lo stesso: un sopralluogo, che sia a Milano con la nostra vigilanza privata a Milano o altrove in Lombardia.
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Domande frequenti
Il canone di un servizio di vigilanza privata è detraibile nel 730?
No. Per le persone fisiche il canone periodico di un servizio di vigilanza, di ronde o di collegamento dell’allarme a una centrale non rientra fra gli oneri detraibili: è il corrispettivo di un servizio, non un intervento sull’immobile. La detrazione riguarda l’acquisto e l’installazione degli impianti, non l’abbonamento al servizio che li presidia.
Cosa rientra nel bonus sicurezza 2026?
Rientrano gli interventi finalizzati a prevenire il rischio di atti illeciti da parte di terzi: impianti di allarme e antifurto, videosorveglianza, porte blindate, inferriate, vetri antisfondamento, serrature di sicurezza, videocitofoni. Sono agevolati come interventi di recupero del patrimonio edilizio, entro il limite di 96.000 € per unità immobiliare e recuperati in dieci quote annuali di pari importo.
Un’azienda può dedurre il costo della vigilanza?
Sì. Per imprese e professionisti il costo di un servizio di vigilanza sostenuto per la sede, il magazzino, il negozio o il cantiere è un costo inerente all’attività e concorre alla determinazione del reddito d’impresa secondo le regole ordinarie di competenza. L’IVA sulla fattura è detraibile nella misura ordinaria. È il motivo per cui, a parità di importo, il peso effettivo per un’azienda è sensibilmente inferiore a quello per un privato.
In condominio come si tratta fiscalmente la spesa di vigilanza?
Il canone del servizio segue la regola generale: è una spesa di gestione, non detraibile per i condomini persone fisiche. Diverso il caso degli impianti installati nelle parti comuni, per esempio la videosorveglianza dell’androne: lì la detrazione spetta pro quota millesimale a ciascun condomino, sulla base della certificazione rilasciata dall’amministratore.
A cura di Giuseppe Nesca · Reparto Commerciale, Vigil Pro Security

