Quando un’azienda passa da una sede a tre, il problema di sicurezza non si moltiplica per tre: cambia natura. Con una sede si compra un servizio. Con tre o più si compra un’organizzazione — e chi non se ne accorge finisce con tre contratti diversi, tre referenti, tre modi di fare la stessa cosa e nessuno che sappia dire, a fine anno, quanto è costata la sicurezza in totale.
È una situazione frequentissima in Lombardia, dove la crescita per sedi è la norma: la direzione a Milano, il magazzino sulla A4, la filiale a Bergamo o Brescia, il deposito in provincia. Vediamo come si costruisce un servizio multi-sito, dove il risparmio è reale e dove è solo apparente.
Perché tre contratti separati costano più di uno
Non è una questione di sconto sul volume. È che con fornitori diversi:
- Ogni sede ha una procedura diversa. Chi ha le chiavi, chi si chiama alle 3 di notte, cosa si fa se il cancello è aperto: se cambia da sito a sito, cambia anche la qualità della risposta.
- Nessuno vede il quadro complessivo. Se due sedi su cinque concentrano l’80% degli eventi, con contratti separati non lo scoprite: ogni fornitore vede solo il proprio pezzo.
- Il giro pattuglia non si può condividere. È la voce dove sta il risparmio vero, e con fornitori diversi è strutturalmente impossibile.
- La gestione amministrativa si moltiplica. Contratti, fatture, referenti, verifiche documentali: tempo di qualcuno, che costa.
Le tre architetture possibili
Giro condiviso (la più comune)
Una pattuglia copre più siti nella stessa notte, con passaggi a orari non prevedibili su ciascuno. Funziona quando le sedi si trovano entro percorsi ragionevoli l’una dall’altra: il costo per singolo sito scende sensibilmente rispetto a un servizio dedicato, perché si divide il tempo di percorrenza. È l’architettura adatta a magazzini, depositi, filiali chiuse di notte.
Presidio dedicato sulle sedi critiche + giro sulle altre
La sede direzionale o il sito produttivo che non può restare incustodito hanno un presidio in orario; le altre entrano nel giro. È l’architettura più diffusa nelle aziende con cinque-dieci siti, perché concentra la spesa dove il rischio è concreto.
Solo intervento su allarme, con escalation
Nessuna presenza programmata: la pattuglia esce solo sulla segnalazione. È la configurazione più economica e ha senso su siti a basso valore, ben dotati di impianto, o come primo passo prima di decidere dove investire davvero.
I costi indicativi 2026
| Configurazione per sede | Quando si usa | Costo indicativo mensile |
|---|---|---|
| Solo intervento su allarme | Siti a basso valore, impianto affidabile | canone contenuto + costo per uscita |
| Giro condiviso, 2 passaggi/notte | Magazzini, depositi, filiali chiuse | indicativamente 200-400 € |
| Giro condiviso, 4 passaggi/notte | Siti già colpiti o con aree esterne | indicativamente 400-700 € |
| Presidio serale 4 h | Sede con uscita personale e chiusura | 1.900-2.200 € |
| Presidio notturno 12 h | Sito che non può restare incustodito | 5.800-6.500 € |
| Reception e controllo accessi diurno | Sede direzionale con flusso di visitatori | da 16,00 €/h sulle ore effettive |
I valori sono indicativi e variano con le distanze fra i siti, che nel multi-sito sono la vera variabile. Notturno e festivo hanno una maggiorazione tipica del 15-30%. Il riferimento sulle tariffe è nella guida a quanto costa un vigilante privato.
Dove il risparmio è vero e dove è apparente
È vero sul giro pattuglia: due sedi a sei chilometri l’una dall’altra costano molto meno di due sedi a sessanta, perché il costo del servizio è in gran parte tempo di percorrenza.
È vero sulla gestione: un referente unico, un contratto, una fattura, un cruscotto. Sembra poco, è la voce che chi gestisce il facility apprezza di più dopo tre mesi.
È apparente sul presidio fisso: le ore di presenza in sede si pagano per intero anche avendo dieci sedi. Chi vi promette uno sconto rilevante sul presidio sta tagliando qualcosa — di solito la continuità del personale, che è esattamente la cosa che fa funzionare un presidio.
È apparente quando le sedi sono troppo lontane: sopra una certa distanza il giro condiviso diventa un giro lento, e due passaggi a notte diventano due passaggi a orari prevedibili. Meglio dividere in due giri separati e dirlo.
Un caso tipo: distribuzione con cinque siti fra Milano e Bergamo
Prendiamo un’azienda con direzione e showroom a Milano est, magazzino centrale sulla direttrice per Bergamo, due depositi in provincia, un punto di transito vicino allo svincolo. Situazione di partenza tipica: più fornitori diversi ereditati nel tempo, una spesa complessiva indicativamente intorno ai 6.800 euro al mese, e una percezione diffusa che «comunque succede sempre qualcosa».
Il primo passo è mettere insieme i report dell’ultimo anno, cosa che spesso nessuno ha mai fatto perché arrivano da parti diverse. Lo schema che si vede spesso: la maggior parte degli eventi si concentra su pochi siti, per esempio il punto di transito vicino allo svincolo e un deposito con piazzale non illuminato, mentre altri siti che assorbono una quota importante della spesa registrano pochi eventi.
La configurazione tipica per questo profilo: giro condiviso a quattro passaggi sui siti critici, giro a due passaggi sugli altri, presidio serale di quattro ore solo sulla direzione nei giorni di apertura showroom, intervento su allarme su tutti e cinque, report digitali unificati con un unico cruscotto per il facility manager. Spesa complessiva indicativamente intorno ai 5.400 euro al mese, con copertura più fitta dove serve. Cosa cambia nel funzionamento: un solo interlocutore, un solo cruscotto per leggere gli eventi di tutti i siti, e i passaggi concentrati dove succedono davvero le cose.
Il dato che cambia le decisioni: dove succedono davvero le cose
Nelle aziende con più sedi la spesa di sicurezza è quasi sempre distribuita in modo storico, non razionale: si copre di più la sede a cui si tiene di più, o quella dove c’è stato un episodio tre anni fa. Quando si mettono in fila dodici mesi di eventi, il quadro che emerge è quasi sempre sbilanciato: due o tre siti concentrano la gran parte delle anomalie, e sono raramente quelli su cui si spendeva di più.
È un esercizio che costa un pomeriggio e non richiede nulla di tecnico: data, sede, ora, cosa è successo. Da lì si vede dove spostare la copertura a parità di spesa. È anche il motivo per cui la revisione a tre mesi, nel multi-sito, vale più della trattativa iniziale sul prezzo orario.
Le cose da definire prima di firmare
- Un referente per parte. Uno vostro e uno nostro. Le catene con cinque passaggi si rompono sempre di notte.
- Procedure identiche su tutti i siti. Chi ha le chiavi, cosa si fa in caso di varco aperto, chi si chiama e in che ordine.
- Un cruscotto unico. I report di tutte le sedi nello stesso posto, altrimenti si torna al problema di partenza. Il funzionamento è descritto nella pagina sui report digitali e app cliente.
- Una revisione a tre mesi. Si rileggono i dati e si sposta la copertura: nella pratica si toglie da qualche parte e si aggiunge da un’altra, a parità di spesa.
Chi deve mettere a gara il servizio trova le voci da inserire nel capitolato nell’articolo su gara e capitolato per il servizio di vigilanza. Il quadro generale per le realtà strutturate è nella pagina sulla vigilanza per aziende e realtà corporate in Lombardia, mentre il funzionamento dei passaggi è spiegato nella pagina su pattuglie e ronde ispettive.
Domande frequenti
Conviene affidare tutte le sedi a un unico fornitore?
Quasi sempre sì, per tre ragioni pratiche: un solo referente invece di cinque, procedure identiche su tutti i siti e un giro pattuglia condiviso che abbassa il costo per sede. Il vantaggio economico c’è quando le sedi sono raggiungibili con percorsi sensati; se sono sparse su due regioni distanti, il risparmio si annulla.
Quanto si risparmia rispetto a contratti separati sede per sede?
Il risparmio nasce dalla condivisione del giro pattuglia: su sedi vicine fra loro il costo per singolo sito può scendere in modo significativo rispetto a un servizio dedicato. Su un presidio fisso, invece, il risparmio è marginale, perché le ore di presenza si pagano comunque per intero.
Come si controlla che il servizio venga fatto davvero su tutte le sedi?
Con i report digitali: ogni passaggio registra orario, posizione e, dove serve, una foto. Il referente aziendale vede in un unico cruscotto cosa è successo su tutti i siti, e a fine mese si legge quale sede ha davvero bisogno di più copertura e quale ne ha troppa.
Si possono avere servizi diversi su sedi diverse?
Sì, ed è la situazione normale. Una sede direzionale può avere reception e controllo accessi, un magazzino solo ronde notturne, un sito periferico il solo intervento su allarme. Il contratto è uno, le configurazioni sono tante quante servono.
Avete più sedi e fornitori diversi?
Mettiamo insieme i vostri dati degli ultimi dodici mesi, guardiamo dove succedono davvero le cose e vi proponiamo un’architettura unica con i costi a confronto. Guarda la vigilanza per aziende in Lombardia o il presidio fisso h24.
A cura di Giuseppe Nesca · Reparto Commerciale, Vigil Pro Security

