Quando un’azienda ci racconta un furto, la prima cifra che dice è quella della merce. “Ci hanno portato via ventimila euro di materiale.” È quasi sempre la voce più piccola del conto finale, ed è anche l’unica che l’assicurazione, in qualche misura, rimborsa.
Il costo vero di un furto in azienda si compone di sei voci, cinque delle quali non compaiono in nessuna denuncia. Le abbiamo messe in fila usando i dati dell’Osservatorio sicurezza Lombardia e quello che vediamo nei sopralluoghi post-evento, che è la parte che nessuno mette per iscritto. L’obiettivo non è spaventare: è dare un numero al confronto fra il costo di un servizio e il costo di non averlo.
Le sei voci del conto
1. Il valore di ciò che è stato portato via
È la voce nota, ed è quasi sempre la meno pesante. In un capannone o in un magazzino la refurtiva tipica si colloca fra qualche migliaio e qualche decina di migliaia di euro. In un’officina, con ricambi e attrezzatura, si scende; in un sito con rame o metalli si sale rapidamente.
2. Il danno da effrazione
Portoni scardinati, serrande piegate, vetrate infrante, recinzioni tagliate, quadri elettrici manomessi. È una voce che sorprende sempre, perché per rubare merce da tremila euro si producono danni da ottomila: un portone sezionale industriale sostituito, con posa, non torna sotto una certa cifra. E il ripristino non è immediato: nel frattempo il sito resta aperto e va presidiato comunque.
3. Il fermo dell’attività
È la voce più cara e la meno considerata. Un’azienda che il lunedì mattina trova il magazzino svuotato non lavora quel giorno: si aspettano le forze dell’ordine, si documenta, si ripristina, si ricontano le giacenze. Per una realtà da venti dipendenti, una giornata persa fra fermo produttivo e mancata consegna vale ben più della refurtiva. Se il furto ha colpito l’attrezzatura, i giorni diventano diversi.
4. Le consegne saltate e gli addebiti dei clienti
Chi lavora in conto terzi o rifornisce la distribuzione ha impegni di consegna. Una fornitura che salta non si recupera con le scuse: si recupera con lavoro straordinario, con trasporti urgenti pagati il doppio, e talvolta con una richiesta di rimborso da parte del cliente. È il momento in cui il furto smette di essere un problema di sicurezza e diventa un problema commerciale.
5. La polizza
Il rimborso arriva al netto della franchigia, che su queste polizze non è simbolica, e riguarda solo alcune delle voci sopra. Dopo due sinistri ravvicinati cambia anche il rapporto con la compagnia: si rivedono condizioni, franchigie e massimali. È un costo che si manifesta l’anno dopo, quando il furto sembra dimenticato.
6. Le persone
La voce che nessuno mette a bilancio. Chi apre il capannone la mattina e lo trova devastato ci mette settimane a tornare tranquillo. Nei siti colpiti di notte con personale presente il tema diventa serio: si perdono addetti, si fatica a coprire i turni notturni, e ricoprire una posizione costa quanto mesi di servizio.
Un conto d’esempio, per capire l’ordine di grandezza
| Voce | PMI manifatturiera, furto notturno in magazzino |
|---|---|
| Merce sottratta | 12.000 € |
| Danni da effrazione e ripristino | 6.000 – 9.000 € |
| Fermo attività (1-2 giorni) | 5.000 – 12.000 € |
| Consegne recuperate d’urgenza | 2.000 – 5.000 € |
| Franchigia e revisione della polizza | 3.000 – 6.000 € |
| Ore interne di gestione (denuncia, perizie, riconteggi) | 1.500 – 3.000 € |
| Totale realistico | 29.500 – 47.000 € |
Sono ordini di grandezza, non una tabella universale: cambiano molto con il settore e con la dimensione. Ma il rapporto resta costante in quasi tutti i casi che vediamo: il costo complessivo è due volte e mezza-quattro volte il valore della refurtiva. È il numero da tenere in mente quando si valuta un preventivo di vigilanza.
Il confronto che serve davvero
Messa in questi termini, la domanda “quanto costa la vigilanza” cambia forma. Un servizio di ronde ispettive notturne su un sito industriale si colloca indicativamente fra 250 e 600 € al mese, cioè fra 3.000 e 7.200 € l’anno. Un presidio nelle ore di chiusura, con tariffe che partono da 16,00 €/h, costa di più ma copre una fascia intera.
Con il conto sopra alla mano, un anno di ronde costa meno di un quarto di un singolo episodio serio. Non è un argomento di vendita: è aritmetica, e vale anche per decidere di non comprare nulla se il rischio reale è basso. Il dettaglio delle tariffe è nella guida a quanto costa un vigilante privato; per le configurazioni sui siti produttivi, la pagina di riferimento è quella sulla vigilanza per logistica e magazzini.
Dove e quando succede, secondo quello che vediamo
- Le notti lunghe. Fra venerdì sera e lunedì mattina, e nei periodi di chiusura per ferie: sono le finestre in cui un sito resta incustodito per più di trentasei ore consecutive.
- Le zone artigianali periferiche con accesso rapido alla viabilità principale. La vicinanza a uno svincolo riduce il tempo di permanenza sul posto, e il tempo di permanenza è la variabile che il ladro cerca di comprimere.
- I siti in cui è appena cambiato qualcosa. Un trasloco, un ampliamento, un cantiere in corso: le abitudini sono nuove, i punti di accesso provvisori, e per qualche settimana nessuno sa più esattamente chi chiude cosa.
- I secondi episodi. Un sito colpito una volta viene colpito di nuovo entro pochi mesi in una quota tutt’altro che trascurabile dei casi. Chi è entrato conosce la strada e sa cosa è stato ripristinato e cosa no.
Le tre misure a costo quasi nullo
Prima di comprare ore, ci sono cose che spostano i numeri e non costano niente. Le diciamo in ogni sopralluogo, anche quando finisce senza contratto.
Non lasciare un obiettivo studiabile. Merce di valore sempre nello stesso punto, veicoli fermi nella stessa posizione per settimane, orari di chiusura identici al minuto: sono tutti elementi che rendono un colpo pianificabile. Variare costa zero.
Separare fisicamente il valore. Il magazzino attrezzature chiuso in un locale interno, con una porta seria, cambia radicalmente il tempo necessario a chi entra — e il tempo è tutto.
Rivedere chi ha le chiavi. Una quota consistente degli episodi che ricostruiamo ha un elemento interno: non necessariamente una complicità, spesso solo una chiave mai ritirata a un ex fornitore o un codice mai cambiato dopo un’uscita dal personale.
Quando conviene una valutazione preliminare
Se il sito non è mai stato colpito e non si sa da dove cominciare, ha senso partire da una lettura dei punti deboli invece che da un preventivo di ore: si guardano accessi, orari, abitudini, punti ciechi e si capisce cosa serve davvero. È il percorso descritto in come funziona un audit di sicurezza aziendale. Se invece il sito è già stato colpito, la priorità è coprire subito la finestra oraria in cui è successo, e ragionare sul resto dopo.
Domande frequenti
Quanto costa davvero un furto in azienda?
Il valore della merce sottratta è in genere la voce più piccola. Vanno aggiunti i danni da effrazione e il ripristino, il fermo dell’attività, le consegne recuperate d’urgenza, la franchigia con l’eventuale revisione della polizza e le ore interne di gestione. Nella pratica il costo complessivo si colloca fra due volte e mezza e quattro volte il valore della refurtiva: un furto da 12.000 € di merce arriva facilmente a 30.000-45.000 € di costo totale.
L’assicurazione copre tutto?
No. Il rimborso arriva al netto della franchigia e riguarda solo alcune delle voci: il fermo attività, le consegne saltate e le ore interne di gestione restano quasi sempre a carico dell’azienda. Dopo due sinistri ravvicinati cambiano anche condizioni, franchigie e massimali del contratto, ed è un costo che si vede l’anno successivo.
Quando è più probabile subire un furto in azienda?
Nelle finestre in cui il sito resta incustodito più a lungo: fra il venerdì sera e il lunedì mattina e durante le chiusure per ferie. Sono più esposte le zone artigianali periferiche vicine agli svincoli e i siti in cui è appena cambiato qualcosa, come un trasloco o un cantiere in corso. Un sito già colpito una volta ha una probabilità significativa di essere colpito di nuovo entro pochi mesi.
Conviene di più un impianto o un servizio di vigilanza?
Sono cose diverse e funzionano insieme. L’impianto rileva e documenta, ma non interrompe nulla: chi entra sa quanto tempo ha. Il servizio riduce quel tempo, perché introduce la possibilità concreta che qualcuno arrivi mentre l’azione è in corso. Un anno di ronde ispettive notturne, indicativamente fra 3.000 e 7.200 €, costa meno di un quarto di un singolo episodio serio.
Volete sapere quanto vale il rischio sul vostro sito?
Facciamo il sopralluogo, guardiamo accessi, orari e punti deboli e vi diamo due configurazioni con i costi a confronto. Guarda i servizi per le aziende in Lombardia o la vigilanza notturna.
A cura di Giuseppe Nesca · Reparto Commerciale, Vigil Pro Security

