In Lombardia le strutture residenziali per anziani accolgono oltre 60.000 ospiti: è la regione con il maggior numero di posti letto accreditati d’Italia. Sono strutture aperte quasi h24, con un via vai continuo di familiari, fornitori, personale su tre turni, ambulanze, manutentori. E sono, per costruzione, l’esatto opposto di un edificio che si può chiudere a chiave.
Questo genera un problema di sicurezza che non somiglia a nessun altro. In una RSA il rischio principale non è la rapina: è chi entra senza che nessuno se ne accorga e chi esce senza che nessuno se ne accorga. Il primo caso comprende furti negli spazi comuni e nelle camere, accessi impropri di sedicenti fornitori, situazioni conflittuali fra familiari. Il secondo, molto più delicato, riguarda gli ospiti con decadimento cognitivo che si allontanano dalla struttura: il cosiddetto wandering, che ogni direttore sanitario conosce e teme.
I quattro punti in cui una RSA è scoperta
L’ingresso principale nelle fasce di visita. Fra le 15:00 e le 18:30 in una struttura da 120 posti entrano ed escono decine di persone. Chi sta in reception ha già mille compiti: rispondere al telefono, gestire consegne, indirizzare. Il registro visitatori diventa un adempimento formale che nessuno controlla davvero.
Gli ingressi di servizio. Cucina, lavanderia, magazzino, area rifiuti, accesso ambulanze. Sono porte che restano aperte per necessità operative in orari in cui non c’è nessuno a presidiarle.
Le ore notturne. Personale infermieristico ridotto, tutto concentrato sui reparti, e piani terra, giardini e parcheggi completamente scoperti. È la fascia in cui si concentrano gli allontanamenti e gli ingressi indesiderati.
Il perimetro esterno. Giardini, cancelli pedonali, parcheggio visitatori: quasi sempre progettati per l’accoglienza e non per il controllo.
Cosa serve davvero (e cosa no)
Portierato e controllo accessi in reception
È il servizio che dà il ritorno più immediato. Un operatore dedicato all’ingresso identifica i visitatori, tiene il registro in modo effettivo, verifica fornitori e manutentori, indirizza le consegne e — soprattutto — libera il personale sanitario da un compito che non è il suo. In molte strutture questo è già di per sé il motivo economico del servizio: un’infermiera che non fa la portinaia è un’infermiera che sta in reparto.
Sulla parte di registrazione dei dati dei visitatori valgono le regole ordinarie sul trattamento dei dati personali: registro con finalità dichiarata, tempi di conservazione definiti, accesso limitato. Ne parliamo nella guida sul controllo accessi e la gestione dei dati.
Presidio notturno
Un operatore che copre la fascia 20:00–07:00 con giri periodici di piani terra, uscite di sicurezza, giardino e parcheggio, e presidio dell’ingresso. È la misura che incide sul rischio più grave, l’allontanamento notturno di un ospite: un giro ogni ora sulle uscite riduce drasticamente la finestra in cui qualcuno può uscire senza essere notato.
Ronde ispettive
Per le strutture più piccole, dove un presidio continuo non è sostenibile, due o tre passaggi notturni con verifica di perimetro, cancelli e uscite di sicurezza coprono buona parte del rischio a un costo molto contenuto.
Gestione delle situazioni difficili
Familiari in conflitto fra loro, persone che si presentano fuori orario, visitatori in stato alterato: sono episodi che nelle strutture capitano regolarmente e che il personale sanitario non è formato a gestire. Un operatore presente cambia la dinamica prima che degeneri, e nella maggior parte dei casi basta la sua presenza.
Quanto costa la vigilanza per una RSA
| Servizio | Configurazione tipica | Costo indicativo |
|---|---|---|
| Portierato fascia visite | Operatore in reception, 4–5 h/giorno | da 16,00 €/h |
| Portierato diurno esteso | Operatore 8 h, 7 giorni su 7 | 3.900–4.600 €/mese |
| Presidio notturno | Operatore 20:00–07:00, 7 notti | 5.400–6.200 €/mese |
| Ronde ispettive notturne | 2 passaggi/notte con report | 1.400–2.200 €/mese |
| Copertura h24 | Presidio continuativo su turni | da 16,00 €/h |
| Intervento su allarme | Canone + uscita a segnale | da 40–70 €/mese + 30–50 € a uscita |
Il riferimento è sempre 16,00 €/h per il servizio ordinario, con maggiorazioni per fasce notturne e festive secondo il CCNL applicato. Il servizio armato — 21-31 €/h — nelle RSA non ha praticamente mai senso: la natura del contesto richiede accoglienza e presenza discreta, non deterrenza visibile. Se un preventivo per una RSA propone servizio armato, vale la pena chiedere perché.
Un esempio: struttura da 90 posti nella cintura milanese
RSA su due piani, giardino recintato con cancello pedonale sempre aperto negli orari di visita, parcheggio esterno non presidiato, tre ospiti con documentato rischio di allontanamento. Due episodi in un anno: un ospite ritrovato in strada a 300 metri dopo venti minuti, e la sparizione ripetuta di piccoli oggetti dalle camere del primo piano durante le fasce di visita.
Impostazione adottata: operatore in reception dalle 14:30 alle 19:00 tutti i giorni, con registro visitatori effettivo e verifica dei fornitori, più presidio notturno dalle 21:00 alle 6:00 con giro orario delle uscite e del giardino. Costo complessivo intorno ai 6.800–7.500 euro al mese. Nei dodici mesi successivi nessun allontanamento e nessuna segnalazione di ammanchi dalle camere. Il dato che la direzione ha valorizzato di più, però, è un altro: il tempo restituito al personale sanitario, quantificato in circa due ore al giorno di attività non assistenziali che prima ricadevano sugli infermieri.
Come si costruisce il servizio senza far esplodere il budget
- Parti dalle fasce, non dalle ore totali. Nella quasi totalità dei casi il rischio si concentra in due finestre: la fascia visite pomeridiana e la notte. Coprire quelle due costa molto meno di una copertura h24 e risolve l’80% del problema.
- Distingui presidio e ronda. Se la struttura è piccola e il perimetro è chiuso, due passaggi notturni possono bastare. Se ci sono ospiti a rischio allontanamento, serve la presenza continua: sono due esigenze diverse e vanno prezzate diversamente.
- Metti nero su bianco cosa fa l’operatore. Un capitolato con i compiti reali — registro, verifica fornitori, giri, gestione consegne, procedura in caso di allontanamento — evita l’equivoco più comune, quello dell’operatore che resta seduto in guardiola.
- Coordina con la direzione sanitaria. La procedura in caso di allontanamento deve essere condivisa e scritta: chi chiama chi, in quanto tempo, cosa si fa nei primi dieci minuti.
Il fornitore che nessuno controlla
Un capitolo a parte meritano gli accessi tecnici. In una RSA entrano ogni settimana manutentori di ascensori, tecnici degli impianti antincendio, addetti alla lavanderia industriale, fornitori alimentari, ditte di pulizie, tecnici informatici. Sono decine di persone diverse ogni mese, quasi tutte sconosciute al personale, quasi tutte con accesso ad aree interne.
Nella pratica il controllo si esaurisce in un «buongiorno, sono per l’ascensore» e nella porta che si apre. È l’anello più debole della catena, e anche il più facile da chiudere: identificazione con documento, verifica che l’intervento sia effettivamente programmato, registrazione di orario di entrata e uscita, accompagnamento nelle aree con ospiti. Sono cinque minuti per accesso, e sono esattamente ciò che un operatore in reception fa senza che nessun altro debba interrompere il proprio lavoro.
Domande frequenti
Quanto costa un servizio di portierato per una RSA?
Un presidio in reception nella sola fascia visite, indicativamente 4–5 ore al giorno, parte da 16,00 €/h e si colloca intorno ai 2.200–2.800 euro al mese per sette giorni su sette. Una copertura diurna estesa di 8 ore quotidiane si aggira sui 3.900–4.600 euro mensili. I costi variano con la durata del contratto e con la distribuzione dei turni fra feriali, notturni e festivi, che hanno maggiorazioni diverse secondo il CCNL applicato.
Il servizio aiuta a prevenire l’allontanamento degli ospiti?
È uno degli obiettivi principali. Un presidio notturno con giri periodici delle uscite e del perimetro riduce fortemente la finestra temporale in cui un ospite può allontanarsi senza essere notato, e permette un intervento immediato quando succede. Va però impostato insieme alla direzione sanitaria, con una procedura scritta e condivisa: la vigilanza è una parte del sistema, non lo sostituisce.
Serve un operatore armato in una casa di riposo?
Praticamente mai. Il contesto richiede accoglienza, discrezione e capacità di relazione, non deterrenza visibile: un servizio ordinario a 16,00 €/h è la scelta corretta e anche la più efficace. Il servizio armato, che costa 21-31 €/h, è pensato per contesti con valori o rischi di natura completamente diversa.
Coprite anche le strutture fuori Milano?
Sì. L’operatività copre Milano e provincia, Monza e Brianza e tutti i capoluoghi lombardi, con verifica caso per caso dei tempi di percorrenza per le strutture più decentrate. Per le RSA in provincia la formula più frequente è portierato nella fascia visite più ronde notturne, che è anche la più sostenibile. Vedi la panoramica sulla vigilanza privata in Lombardia e le soluzioni di piantonamento fisso h24.
Gestisci una RSA o una casa di riposo?
Facciamo un sopralluogo gratuito, di norma entro 24/48 ore: guardiamo ingressi, fasce di visita, uscite e perimetro, e costruiamo una proposta sulle ore che servono davvero. Vedi anche i servizi di vigilanza privata a Milano e la guida al portierato o guardia giurata.
☎ 02 8219 7131 — Vigil Pro Security
A cura di Giuseppe Nesca · Reparto Commerciale, Vigil Pro Security

